Oranienburger Kanal – Recensione

Impressioni

Grafica e componentistica

Qui bisogna fare una distinzione precisa tra la parte estetica e la parte più prettamente d’interfaccia di gioco.

L’iconografia a mio parere è abbastanza riuscita, considerando che il nucleo del gioco è nelle carte, essere riusciti a evitare testo, creando una simbologia non immediata ma intuibile è un buon risultato. Alle prime partite ci si sentirà abbastanza persi, e si dovrà controllare il libretto con la spiegazione delle carte continuamente, ma posso assicurare che dopo un po’ la gran parte dei simboli diventerà chiara, e la lettura delle carte quasi automatica.

Per quanto riguarda invece l’estetica, qui è davvero un punto su cui c’è poco da dire: non c’è praticamente niente di estetico se non la copertina e l’unico disegno presente. La scelta dei colori poi, forse faranno la gioia dei tifosi del Parma ma per il resto è davvero insolita. L’inizio è stato un bel pugno in un occhio, dal quale poi ci si abitua e non si fa più caso, anche perché ciò che conta sono i simboli sulle carte.

Trovo abbastanza brutte anche le tessere con le strade/ferrovie etc., mentre i dischetti giganti per le azioni sono un po’ strani ma fanno il loro dovere. Ultima lamentela: non capisco perché non hanno fatto il taglio da 10 per i punti vittoria.

Ambientazione

Il gioco è un german puro, c’è stato uno sforzo minimo per dargli un’ambientazione ma tutto si perde alla prima mossa.

Regolamento

Scritto molto bene, chiaro e ricco di esempi. Utilissimi anche i libretti dei mazzi che, specialmente per le prime partite, saranno assolutamente necessarie per entrare nella simbologia. Un plauso al fatto di aver aggiunto dei fogli riassuntivi con i costi e le azioni extra.

Meccaniche e caso

Se guardiamo alle singolo meccaniche di Oranienburger Kanal non c’è molto di nuovo sotto il sole. Un selezione azioni, una gestione delle risorse mediante rondella, l’attivazione di combo di carte. Ma tutti questi elementi messi assieme lo rendono un titolo molto sfidante e interessante.

Partiamo dalla rondella delle risorse, che non è nuova, ma è ormai un marchio di fabbrica di Rosenberg. Saper gestire bene le risorse, utilizzando anche le azioni extra è fondamentale in questo gioco, e a tratti quasi più complesso che in Glass Road.

Interessante e originale è il meccanismo di attivazione delle carte. Non più un sistema a scelta dei giocatori, ma si deve pianificare per bene la struttura attorno alla carta, creando connessioni in modo da ottimizzare gli edifici in plancia. Anche il sistema dei ponti è interessante e assolutamente non banale da rendere al meglio.

Il cuore del gioco è poi nel comprare le carte giuste e sfruttarle al meglio, combinando gli effetti con la situazione della ruota. Nel panorama dei giochi di Rosenberg non aspettatevi un suo già visto, forse il titolo che più gli si avvicina è per certi aspetti Le Havre, anche se qui il gioco è decisamente più leggero (anche se non così leggero!).

Il difetto principale che è emerso nelle partite finora fatte è legato allo spazio azione che permette di costruire due connessione a scelta, di fatto l’unico per avere ferrovie e canali. I giocatori tendono quindi a fare molto spesso quella come prima azione del turno. Quest’aspetto sarà da verificare.

L’impatto della fortuna è molto basso, direi presente solo sull’uscita delle carte, che potrebbero non essere compatibili con la strategia scelta.

Interazione tra i giocatori

L’interazione diretta è nulla e ognuno coltiverà il proprio orticello, come si dice in questi casi. L’interazione indiretta è più sentita, perché si può anticipare l’acquisto di una carta o utilizzare un’azione che potenzialmente era utile all’avversario.

Longevità

Già considerando i due mazzi di carte presenti nel gioco base il gioco ha un’ottima longevità. Questo perché le combinazioni possibili sono davvero tante, e non vedrete mai tutte le carte in una singola partita, considerando che anche l’ordine con cui escono cambia di molto l’approccio.

Se poi aggiungiamo le espansioni le combinazioni diventano davvero una marea.

Scalabilità

Il gioco rende bene sia in solitario che in due giocatori, quest’ultima è la configurazione ottimale.

Conclusioni

Sono rimasto molto soddisfatto da Oranienburger Kanal, il buon Uwe ha sfornato un titolo sfidante, dove una partita attira l’altra, semplice come regole ma non banale da giocare. Anche in solitario è molto godibile, come sfida per fare punteggi sempre più alti, cercando di superare le soglie indicate.

Se la domanda è “siamo ai livelli di Agricola e Le Havre?” la risposta è no, ma nonostante non eguagli i capolavori è sicuramente un titolo che può essere apprezzato dai german più puri.

Astenersi giocatori american e amanti delle apparenze estetiche, qui non c’è proprio pane per i vostri denti.

Alta rigiocabilità Reperibilità non semplice
Regolamento ben scritto La simbologia risulterà un po’ ostica all’inizio
Estetica minimale… …ma a dir poco discutibile
Buon funzionamento in solitario

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Renberche

German per vocazione e genetica, ma amante anche dei giochi storici. Gioca a tutto ma si lamenta quando c'è un dado da tirare. Conosciuto anche come il nauta polacco, data la passione per i giochi in tema Est Europa. La mia top 3? Agricola, Twilight Struggle, Race! Formula 90. La mia bottom 3? Unlock, Avalon e Intrigue. Perché una formica come logo? Ovvio perché adoro i giochi con le formiche (e anche api, ma dovevo scegliere). Dov'è Alkyla? C'è un articolo a riguardo. Extra: divoratore di libri, fanatico di F1, socio CICAP e web master di questo sito.

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