Lumina | un crowdfunding luminoso
di Max “Luna” | Lumina
Oggi è uno di quei giorni in cui mi sento molto vecchia. Credo sia il tipo di vecchiaia di quando ripensi a un evento che nel momento in cui è accaduto ti ha lasciato addosso l’impressione di essere importante. Qualcosa i cui effetti si sarebbero fatti sentire dopo parecchio tempo, facendoti pensare “Io c’ero”.
Non parlo dei moti del ’48 o di fatti rilevanti a livello mondiale, sia chiaro. Max è una che a malapena esce di casa, non è che possa partecipare a chissà cosa di eclatante. Ma è stato comunque sufficiente a farmi pensare di star contemplando la nascita di un qualcosa di nuovo.
Circa 4 anni fa iniziava il crowdfunding di Lumina. Un fumetto. Niente di epocale direte, niente più di una storia coi “disegnini”. Ma era la prima volta che un progetto cartaceo così ambizioso muoveva i suoi passi nel mondo delle raccolte fondi. Avevano pure fatto dei trip assurdi con una tecnica di stampa dai colori incredibili. Magari non era proprio il capostipite, ma era senza dubbio il primo ad aver compiuto tutti i passi giusti per diventare virale.
Non era cosa da tutti i giorni che un fumetto riuscisse ad avere così tanta eco. Praticamente ogni disegnatore, illustratore, colorista, fan dei fumetti (parenti e amici degli stessi, più sette gatti e un portinaio) aveva risposto alla chiamata, postandolo, condividendolo e gasandosi come un pazzo all’idea che un progetto simile potesse vedere la luce grazie a loro. Sembrava una cosa importante.
Magari non ci si pensava in forma concreta, ma l’idea che avrebbe potuto essere un apripista era lì che prendeva forma. Oggi vedo raccolte fondi di continuo per questa o quella graphic novel, artbook, antologia a fumetti, e chi più ne ha ne metta, ma non era proprio così prima di Lumina.
Certamente non in Italia.
E siccome Lumina ha illuminato, è il caso di dirlo, il cammino a tante piccole realtà fatte di sogni e cellulosa, ho deciso di dargli un po’ di spazio qui e ora, con l’avvento del loro terzo tomo (che trovate fino al 16 ottobre su Indiegogo. Per l’occasione Emanuele Tenderini (un tizio che mi aspetterei di vedere la mattina al bar da Toni, intento a controllare le mail accompagnato da un tramezzino e uno spritz, ma che in realtà è il capoccia della Tatai Lab nonchè una divinità indiscussa del colore) assieme al suo team ha sfornato un gioco da tavolo. Lo so, sono di parte e tende(rini)ziosa, ma lasciatemi fare, sono un’artista e ho bisogno di portarvi cose belle. Soprattutto se affondano le radici nelle terre palustri della mia nebbiosissima regione natia.
Lumina, il GdT, è stato creato dai game designer Stefano Scaramuzza e Nicola Montagner, della Tana del Goblin di Venezia, con la consulenza di Umberto Ros (presidente della suddetta), e ricalca in modo preciso le atmosfere e la narrazione del progetto a fumetti.
Si tratta di un gioco entry level, o quasi, che unisce le meccaniche di set collection con quelle di movimento su mappa modulare e gestione della mano. In particolare, la mappa modulare è co-creata dai giocatori attraverso la sotto-meccanica del piazzamento tessere.
I giocatori (da 1 a 4) impersoneranno uno dei personaggi principali del fumetto (Kite, Miriam, Voin o Juba). Ogni personaggio sarà caratterizzato da una quantità di gemme di Kyarning Rosse (energia positiva) e Nere (energia negativa), e dovranno cercare di equilibrarle raccogliendo via via sulla mappa le gemme restanti. Il gameplay è quindi asimmetrico, poiché ogni giocatore parte con numero di gemme diverso dagli altri, e dovrà cercare di raccogliere quelle mancanti.
Nello svolgimento della partita (la cui durata si attesta intorno all’ora) i giocatori potranno incrociare diversi eventi e seguaci, che offriranno loro bonus o malus a seconda dell’allineamento.
Nella mappa sono presenti anche i “Villaggi” e gli “Accampamenti”, luoghi neutri in cui sarà possibile raccogliere oggetti che serviranno per il potenziamento del personaggio.
Ogni giocatore avrà la sua scheda personaggio, potenziabile con i bonus racconti in gioco. Un mazzo di “carte personaggio”, che rappresentano le azioni che il loro protagonista potrà compiere spendendo gemme di energia (e ripristinandole ad ogni turno). Infine una colonna comune di “carte terreno” che andranno, ad ogni turno, a creare la mappa di gioco procedurale. In più, ogni giocatore sarà rappresentato da una miniatura raffigurante il proprio personaggio, che avrà le dimensioni standard di Warhammer, di 2,8 cm.
Dal punto di vista estetico il progetto vanterà le illustrazioni originali degli autori del fumetto (Linda Cavallini, disegnatrice, ed Emanuele Tenderini, colorista e nella mia fantasia tramezzinista). Questo per avvicinare il più possibile il mood di gioco alla storia raccontata nei volumi usciti, per ora 3 su 4. Il lavoro grafico invece sarà realizzato con la collaborazione di Damiano Affinito, e fortemente ispirato da videogame come “Destiny” e “Final Fantasy” (ispiratori anche del fumetto stesso), per il peculiare trattamento degli elementi di “bio-tecnologia”. Infatti Lumina è un progetto a metà strada tra il fantasy e la fantascienza, e associa una modernità “tech” al design e alla purezza estetica della natura.
Il gioco, in crowdfunding, avrà il prezzo di 40 euro, e conterrà:
– 4 schede personaggi
– 4 miniature dei personaggi giocabili
– 15 carte personaggio x 4 personaggi
– 40 carte terreno per costruire la mappa procedurale
– 20 carte villaggio
– 12 carte accampamento
– 10 gettoni “templi”
– 40 gettoni “incontro”
“Lumina: The Game” è un progetto di stampo marcatamente miyazakiano, come il fumetto del resto, il cui game design è già stato costruito e verificato, sul quale gli autori stanno lavorando la parte grafica. Esiste al momento un prototipo usato per i numerosi play-test e che prima o poi Max ruberà per testare di persona.
Detto questo, infarinata la presentazione, posso solo aggiungere che Tatai Lab ha già organizzato, vinto e portato a casa ben 8 campagne di crowdfunding. Quindi un filino di fiducia direi che finora se l’è guadagnata…
L’uscita del gioco, soprattutto per i sostenitori del crowdfunding, è prevista per il prossimo Modena Play, mentre il fumetto sarà già disponibile a Lucca Comics.
Non so se sono riuscita ad incuriosirvi abbastanza da fare un salto su Indiegogo a cercare qualche informazione in più sul fumetto e il gioco. O il fornitore di tramezzini di Emanuele. Ma spero almeno abbiate capito perchè io ci tenga molto. Son quelle cose romantiche da vecchia nostalgica, che poi a una certa una deve raccontare ai passanti finchè nutre i piccioni. Quelle cose che minuscole ma tenaci che scavano la roccia e fanno strada ai fiumi che verranno.
So che questa casa editrice ha la possibilità di fare ancora molto per il mondo del fumetto, come ha fatto in questi anni reinvestendo su talentuosi esordienti italiani. Chissà, magari stavolta pure per i giochi.
Se volete saperne di più potete scrivere a Tatai Lab: info@tatailab.com (risponderà direttamente l’autore, presumo direttamente dal bar da Toni) o nei messaggi privati delle pagine Facebook di Tatai Lab e Lumina. Intanto vi rilascio il link e una tavola del fumetto. Giusto per rifarvi gli occhi e poi magari poter dire anche voi “Io c’ero.”
PS. No. Ho scoperto che Emanuele è astemio. Crolla la fantasia, ma non la magia di Lumina.